TAG Heuer Monaco V4 - inizia la preserie
Presentato per la prima volta 3 anni fa al Baselword,
l’ orologio della TAG Heuer, chiamato Monaco V4 aveva rivoluzionato la meccanica interna utilizzando delle cinghie. La prossima settimana, il Monaco V4 tornerà al Baselworld con una preserie.
Nel meccanismo del V4 i pignoni del movimento meccanico tradizionale sono sostituiti da una successione di 13 cinghie di trasmissione del diametro di appena 0.45 mm la cui tensione è controllata da tendicinghia. Utilizzare una cinghia di trasmissione per collegare e far ruotare due assi nella stessa direzione permette di ottenere risultati molto migliori rispetto all’uso di una ruota intermedia. L’uso di una cinghia di trasmissione nel movimento di un orologio costituisce un concetto assolutamente rivoluzionario per il quale TAG Heuer possiede il brevetto mondiale.
La massa oscillante tradizionalmente utilizzata per caricare il movimento automatico di un orologio è stata sostituita da una massa oscillante lineare. Nella cassa del V4 si tratta di un lingotto in platino di 4,25 grammi che si muove con un movimento verticale lungo le quattro molle dei bariletti. Un particolare sistema ‘a denti’ sulla parte più lunga della massa mette in azione una ruota dentata che traduce il movimento lineare in movimento rotatorio.
Anche nella gestione degli attriti si ispira alla tecnologia automobilistica adattandola al movimento degli orologi. Al posto dei tradizionali rubini sintetici, 39 micro-cuscinetti a sfera permettono di minimizzare la frizione nel sistema di trasmissione del moto. Il più piccolo di questi cuscinetti a sfera ha un diametro di 2,2 mm e uno spessore di 0,5 mm. Ogni cuscinetto possiede minuscole sfere del diametro di 0,25 mm che ruotano al suo interno.
L’energia del movimento è fornita da Quattro bariletti allineati in coppia e collegati da un differenziale tramite un ponte a forma di ‘V’. Ogni bariletto produce una forza di 375 grammi per un totale di 1,5 chili. I bariletti sono montati su una struttura a forma di ‘V’ (con un angolo di 15° compatibile con il quadrante) e due giunti omocinetici (anch’essi presi in prestito dal mondo dell’automobile) trasmettono la propria energia al movimento. I ponti dei bariletti sono in vetro zaffiro e consentono di vedere il movimento anche da sotto. Questa particolarità del design, assolutamente unica nel suo genere, ha ispirato gli ideatori del modello per la scelta del nome molto… ‘automobilistico’: V4.
